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8'z
23/04/2008 18.37
Ragazzi, sabato sera sembrava che la sfiga si fosse attaccata sotto le suole delle scarpe, sarebbe stata meglio aver pestato una merda (pardon).
Cominciamo dall'inizio...
Manuela Bosco, figlia del grande biomeccanico e fisiologo Carmelo Bosco (quello dei test) e di Anni Kirvesniemi (sorella di Harri, il campione finlandese di sci nordico con 6 medaglie olimpiche), carissima amica nonchè primatista italiana juniores dei 100hs con 13"29, decide di organizzarmi una serata insieme ad alcuni suoi amici finlandesi e ad una (bella mora dagli occhi verdi) collega di studio presso la scuola di arte drammatica di Roma.
Devo andare a prendere quest'ultima, Loredana, ad una fermata della Metro (non diciamo quale per privacy...hehehe) intorno alle 22.00. La cosa che mi ha leggermente turbato è stata che l'ordine di Manu era di arrivare senza cena perchè saremmo andati tutti insieme in centro. In pancia avevo un voragine.
Un ragionevole ritardo di 20' di attesa e poi, dopo una simpatica presentazione, la chiamiamo per sapere come muoverci.
Appuntamento in Via Cavour, dove è più facile incontrare Osama Bin Laden che un parcheggio. Qualche giro a vuoto in cerca di un ricovero per l'auto e un'attesa di circa un'ora perchè arrivasse Manuela con gli altri...cominciamo bene.
Dopo altre peripezie trovo un posto sculato in Piazza Venezia, non so nemmeno come, e ci incamminiamo verso Via Cavour, in una pizzeria dove scopriamo entrando che avrebbe chiuso a mezzanotte: erano le 23.45!!!
Pizza e birra alla velocità della luce e usciamo ingozzati alle 00.30 per dirigerci verso Via dei Serpenti, con obiettivo un jazz club che Manuela conosceva. Il tempo di entrare e sederci e sentiamo le ultime due note ed il proprietario che annuncia "Ringraziamo il gruppo...": AVEVANO APPENA FINITO!!!
Usciamo sconfortati e scopro che il suonatore del contrabbasso era un amico che non vedevo da tempo. Un saluto veloce con la promessa di tornare e partiamo alla volta di un locale per prendere un gelato (in pizzeria avevano chiuso le possibilità per i dessert). Troviamo nella maledetta Via Cavour una tristissima gelateria con un pessimo gelato e sconfortati riprendiamo la via del ritorno.
Tutta la fantasia con la quale ero uscito era man mano svanita e aveva lasciato spazio ad uno scazzo di notevole intensità, probabilmente dovuto anche alla stanchezza dei giorni immediatamente precedenti nei quali mi sono stressato parecchio.
Riporto la bella mora a casa e finisce lì la serata. Sicuramente avremo modo di rifarci, ma organizzerò io la prossima volta ;)))
Cambiando completamente discorso, lunedì sera invece sono stato chiamato a Genova per consegnare ad alcuni atleti il premio Romanzi, che ho scoperto lì essere stato un grande personaggio del dopoguerra di questa antica Repubblica Marinara. Sono arrivato neanche io so come, perchè sono entrato in aereoporto a Fiumicino 20' prima del volo ed ho fisicamente attraversato i controlli con una velocità impressionante.
I premiati erano il grande plurimedagliato olimpico Enrico Fabris ed i nostri Chiara Rosa e Manuel Abate.
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