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Inviato da: 8'z
02/04/2008 0.10

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Edimburgo, capitale della Scozia e delle Highlands, città famosa per la sua bellezza e per la sua magia, per i Cavalieri Templari, per i fantasmi e per le vicine Inverness e Lochness, ha ospitato lo scorso weekend i Campionati del Mondo di Cross.
La cornice è stata emozionante, ai piedi di una collina montagnosa di nome Arthur Seat, con un castello diroccato che dominava il percorso situato in un grande spazio verde prevalentemente pianeggiante, l'Holyrood Park, non fosse altro che per un tratto di 250m sul quale si sviluppava una rapida salita ed una quasi altrettanto repentina discesa che proiettava verso il tratto finale dell'arrivo.
Arrivo il venerdì.
Sabato mattina warm-up subito seguito da un giro di ricognizione del percorso insieme agli atleti, per verificare le condizioni del tracciato dell'Holyrood Park.
Pranzo di rappresentanza sotto una tenso-struttura per la presentazione dei prossimi Mondiali di Amman, Giordania.
Paseggiata digestiva in centro insieme alle due 'veterane' Valeria Roffino e Veronica Inglese, attraverso il Royal Mile con visita alla High Kirk of St.Giles, principale chiesa della città, e passaggio nelle mura del Castello di Edimburgo, sito alla fine della salita della seddetta via.
Riunione tecnica alle 17 e successiva riunione con i ragazzi per i saluti, l'in bocca al lupo, i consigli tecnici ed i regolamenti di gara.

Cena di rappresentanza IAAF fatta a The Hub, una chiesa sconsacrata (vedi foto in alto) ora adibita a ristornate e pub. La sala al primo piano, dove siamo stati ospitati, aveva un arredamento un pochino azzardato, ma di sicuro effetto.
Domenica mezz'ora di camminata sulla Arthur Seat, per provare a vedere dall'alto la città ed il percorso e subito dopo via di corsa nella warm-up area per l'ultimo incoraggiamento ai ragazzi e per assistere alla rassegna iridata.

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L'Etiopia ha vinto tutte e quattro le gare individuali con Kenenise Bekele (che ha perso pure una scarpa e si è fermato per rimettersela e riallacciarsela), Ibrahim Jeilan e due (delle tre) sorelle Dibaba, Tirunesh e Genzebe (allieva). A squadre invece sì è diviso equamente il bottino con il Kenia, vincitore dei titolo maschile assoluto e juniores e secondo classificato in quelle femminili, esattamente l'opposto dell'Etiopia che si è aggiudicando le gare femminili conquistando l'argento in quelle maschili.
Sul podio, come squadre extra-africane, sono saliti soltanto l'Australia con le donne assolute ed il Giappone con le donne juniores.

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La squadra italiana, tra gli assoluti ha concluso con Elena Romagnolo come migliore risultato (32°), Gianmarco Buttazzo (59°), Andrea Lalli (71°) e Daniele Meucci (100°), mentre tra gli juniores si sono battuti Veronica Inglese (47°), Valeria Roffino (50°) e Ahmed El Mazoury (69°). Purtroppo ritiro per Fatna Maraoui (preso una botta) e Stefano La Rosa.

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Non ci devono ingannare i numeri, perchè anche se sicuramente qualcuno sarebbe potuto andare meglio, non ci si deve scordare di una cosa. Purtroppo in questa manifestazione la concorrenza è impossibile, con la possibilità di schierare per ogni nazione 6 atleti in ogni gara (e addirittura 8 in quella assoluta maschile), il che significa 6 keniani, 6 etiopi, 6 del Qatar (in realtà altri keniani), 6 ugandesi, 6 del Bahrein (anche qui keniani), 6 marocchini, 6 giapponesi e così via...
Fate due conti e sarebbe come se ai Giochi Olimpici o ai Mondiali permettessero di partecipare a 6-8 americani, brasiliani, canadesi, giapponesi, nigeriani, cubani, Giamaicani, australiani, russi, inglesi, greci, cinesi, e di nuovo keniani, etiopi e via dicendo... Immaginatevi le finali nello sprint, nella velocità prolungata, nei salti, nei lanci, nel fondo e mezzofondo, negli ostacoli, insomma in tutte le specialità.
Ecco che la classifica, dal sembrare deprimente potrebbe assumere sembianze più umane, non credete? E non dimentichiamo che la squadra di Edimburgo è stata giovanissima, con tre diciottenni, un ventunenne, due ventitreenni ed una ventiseienne, e soltanto due atleti oltre i 30. Una buona prospettiva.
La serata finale è stata un digiuno forzato a causa di una cena a base di due tazzine da te ripiene una di un pasticcio pepato e l'altra di fegatelli, per passare, dopo circa un'ora, al dolce...e basta! Scandaloso!!! Per fortuna poi sono arrivate le cornamuse e le ballerine scozzesi a rallegrare l'atmosfera con i balli e le musiche tradizionali, seguite da balli di gruppo, anch'essi tradizionali.
Il giorno dopo (ieri) la sveglia alle 3.45 per partire è stato un vero trauma.
Ora il prossimo appuntamento per la Nazionale sarà l'Eurochallenge dei 10.000m, dove la squadra sarà priva delle nostre migliori specialiste: good luck (che in Inglese non porta sfiga come in Italiano)!!!

8'z

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